E’ una strana sensazione quella che provo oggi. Sento in lontananza i rumori dei tuoni, vedo il grigiore delle nuvole avvicinarsi, ma soprattutto percepisco un’elettricità nell’aria, che sì, non mi è nuova, ma è ormai per me un lontano ricordo. In realtà non tanto lontano perché,ripensandoci, quella stessa “sensazione elettrica”, quasi adrenalinica, che sfiora la paura di un imminente disastro, l’ho provata in questa estate di siccità e incendi. Trovarsi davanti alle fiamme è un’esperienza unica, in cui capisci davvero l’inesorabilità degli eventi calamitosi e la paura e la fatica che l’uomo deve impiegare per fronteggiarli.
L’estate 2017 sarà ricordata come l’estate della siccità e degli incendi, in una città come Roma con le sue complessità e contraddizioni che negli ultimi tempi hanno assunto ancora più rilievo. I nostri volontarisono stati impegnati 24 ore su 24 per fronteggiare l’emergenza incendi a Roma, partecipando ad una campagna antincendio tra le più impegnative degli ultimi anni, sia nelle attività di avvistamento che in quelle di intervento per lo spegnimento.
Mi vengono in mente, ascoltando il rumore che il temporale impone in questo momento, i miei colleghi che si precipitano per intervenire in un incendio divampato nel quartiere, le grida per comunicare tra di loro, gli spostamenti veloci per circoscrivere le fiamme, le corse per andare a ricaricare l’acqua. L’acqua, che ci è mancata tanto, per giorni, settimane, mesi e che adesso cade a fiotti sulle strade, sui prati arididella città. Quanti sacrifici hanno dovuto affrontare i ragazzidi NSA, quanto sudore e fatica sotto le loro tute antincendio! Quanti rischi hanno dovuto correre ogni giorno per fronteggiare le fiamme e il propagarsi del fuoco, a volte più traditore e pericoloso di quanto si possa credere! Quanto tempo sottratto alle loro famiglie per garantire, non solo a queste, ma a tutti i cittadini, una città più sicura e un controllo costante su tutti i fronti, nel caso specifico quello degli incendi! La soddisfazione e l’appagamento nell’impedire alle fiamme di avvicinarsi alle abitazioni o a delle strutture per ricovero di animali,questa è la spiegazione all’impiego del tempo e delle forze, al sacrificio dedicatoa quest’attività così impegnativa.
I volontari di protezione civile non sono certo degli eroi, nel senso stretto, ma si dedicano ogni giorno alla salvaguardia del territorio, contribuendo nello stesso tempo a preservare la sicurezza delle persone. Il loro sacrificio e la loro dedizione, il loro impegno e la loro professionalità, vanno al di là dell’interesse personale, è qualcosa di insito nella loro anima, qualcosa impossibile da non fare. E me ne rendo conto ascoltando ora il rumore della pioggia, annusando l’odore della terra bagnata, un odore che non sento da tanto tempo, perché questa è stata l’estate più arida che io possa ricordare. Grazie anche al loro contributo tutti noi abbiamo potuto fronteggiare la mancanza dell’acqua, questa insostituibile fonte di vita e combattere e vincere la piaga degli incendi.

RAFFAELLA BATTISTON