blognsa-territorio-07

A volte parlando con la gente rimango di stucco nell’ascoltare le opinioni che qualcuno ancora ha della protezione civile.

Per questo vorrei dedicare qualche riga per spiegare a chiunque ancora non lo avesse capito cosa e perché ci spinge ad essere di volontari di protezione civile.

Intanto eravamo stanchi di lamentarci di tutto e di tutti standocene comodamente seduti sul divano, tirar giù imprecazioni, commenti e soluzioni facendo zapping tra un canale più o meno compiacente la nostra idea politica. Stanchi di questa ipocrisia popolare, stanchi del degrado stanchi delle parole abbiamo deciso di agire nelle forme e nei metodi che ci consente la legislatura vigente.

Abbiamo discusso a lungo sulle varie formule e siamo venuti a capo che la forma giuridica migliore per attuare il nostro progetto era quello di creare un associazione DEMOCRATICA ed ONLUS che potesse operare per il cittadino e per l’ambiente che lo circonda per il sociale e per il suolo che lui stesso abita, quindi una struttura fatta da NOI per NOI.

Nasce prima A.G.A.D.A. associazione culturale e sociale Giovani Amici Dell’Ambiente che con il tempo diventa N.S.A. -nucleo di sicurezza ambientale e di protezione civile Roma Nord, questo per permettere di aderire ad alcune importanti azioni di soccorso territoriale che non avremmo potuto attuare con un’ associazione socio culturale.

Da qui in poi ci muoviamo incontrandoci settimanalmente con i nostri mezzi e con le nostre forze cominciando a ripulire gli argini del Tevere da Castel Giubileo al ponte del Grillo, lunghi tratti della Marcigliana, via di Settebagni,  diamo sostegno e aiuto a tutti coloro che ce lo chiedono per la riqualificazione delle aree verdi e di spazi pubblici, cominciando a segnalare e denunciare degrado e illegalità ed ancora oggi a distanza di tempo rispondiamo autonomamente a tutte le  richieste  e ci muoviamo in conseguenza di una passione, quelle dell’ambiente e per il sociale.

Abbiamo capito che il benessere e il malessere sociale è primo tra i risultati della società stessa, insomma siamo noi cittadini la prima causa del cattivo funzionamento e del degrado di tutto quello che ci circonda.

Abbiamo metaforizzato questo benessere come una distanza la quale ognuno del nostro gruppo cerca di colmare quotidianamente, centimetro per centimetro per riprendersi una civiltà vivibile e sostenibile.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post comment